Terza parte di “Le 4 R della gestione dei rifiuti”: RICICLAGGIO E RECUPERO DI MATERIA

In questa terza parte dedicata alla gestione dei rifiuti, mi concentrerò sulla terza R, ossia sull’argomento RICICLAGGIO. Si tratta del processo di trasformazione dei rifiuti in materiali riutilizzabili. Ha avuto inizio negli anni 50 per rispondere ad esigenze di tipo economico ed ecologico ed ha subito un notevole sviluppo ed una notevole crescita fino ai giorni nostri. Il riciclaggio è un sistema intelligente di smaltimento dei rifiuti, è un modo per ridurre e per risparmiare le risorse naturali del nostro splendido pianeta. Molte aziende si stanno già impegnando a consegnare i loro rifiuti riciclabili a chi di dovere e anche noi, nel nostro piccolo, passiamo fare molto. Ricordiamoci che l’unione fa al forza! Il tutto nasce sempre dal nostro lavoro di raccolta differenziata: vetro, carta, plastica, umido, ecc.). In molti comuni ormai è tutto organizzato, dalla raccolta casa per casa o con i giusti contenitori disposti nelle strade, alle Isole Ecologiche presso le quali possiamo recarci a portare ogni genere di rifiuto: piccoli e grandi elettrodomestici, tessuti, materassi, legno, alluminio, ferro, plastiche ingombranti, olii esausti (ricordiamoci che l’olio che utilizziamo per friggere non va buttato nel lavandino o nel wc, ma raccolto in contenitori e portato alle Isole Ecologiche dove viene raccolto, smaltito o riciclato), vecchi computer, torce elettriche, vecchi boliler, ecc.  In ogni comune c’è un’Isola Ecologica, bisogna solo informarsi e cercarla.  Ogni comune è anche organizzato al fine di venire direttamente a casa nostra per raccogliere rifiuti ingombranti, basta chiamare il numero giusto e vi daranno un appuntamento per ritirare il materiale.  Dopo lo smistamento, i vari materiali saranno consegnati agli impianti adibiti alla loro lavorazione, vetrerie, cartiere, fonderie, impianti di compostaggio, ecc., i quali provvederanno alla rilavorazione della materia per produrre nuova materia prima. Da quest’ultima si darà vita a nuovi prodotti.

VETRO: non tutto il vetro è riciclabile. Lo sono le bottiglie, i bicchieri, i barattoli per marmellate, per gli yogurt e per vari prodotti alimentari. Non fanno parte del vetro il cristallo, le lampadine, i neon, gli specchi, la ceramica, schermi di TV o di monitor. Gettare nel vetro questi materiali è un vero errore che rischia di rovinare tutto ciò che si raccoglie.  I contenitori raccolti vengono selezionati, ripuliti ed inviati alle vetrerie dove verranno fusi riducendoli ad una massa fluida che sarà rimodellata in nuovi oggetti. Dal punto di vista qualitativo il vetro riciclato è assolutamente identico a quello vergine. Grandioso no?

CARTA: abbiamo mai fatto caso a quanta carta utilizziamo ogni giorno? Io ho provato a prenderne coscienza e mi sono accorta di averne tra le mani ogni giorno sotto forma di svariate forme ed utilizzo. Libri, quaderni, riviste, quotidiani, contenitori vari, imballaggi per alimenti, scatole di ogni dimensione, e se penso a quanti alberi ed a quanta acqua sono necessari per la loro produzione mi vengono davvero i brividi!  Ma noi possiamo contribuire alla riduzione dell’abbattimento degli alberi ed all’eccessivo spreco di acqua adoperandoci per il riciclo della carta già prodotta. Dopo la sua raccolta essa viene ripulita e riciclata nelle cartiere: viene, cioè, frullata, macerata, trasformata in pasta e questa in fogli pronti per un nuovo utilizzo. Quindi vale davvero la pena buttarla nei contenitori adibiti alla sua raccolta.

PLASTICA: avete mai fatto caso a come e a quanta plastica riempie la nostra vita? Purtroppo non tutta è riciclabile e questa va gettata nei rifiuti indifferenziati. Piatti, bicchieri, posate, giocattoli, prodotti in gomma, custodie per CD, accessori per auto, borse e zainetti, rasoi, accendini e tutti i materiali in cui la plastica è abbinata ad altri materiali come l’alluminio, la carta e la gomma, non sono riciclabili!  Sono riciclabili, invece, i flaconi di ogni tipo di detersivo e prodotti per l’igiene personale, bottiglie per l’acqua (da queste si ottengono i maglioni in Pile!!) vasetti per lo yogurt, tubetti di dentifricio e molto altro (vedi gli altri miei articoli). La fase di riciclaggio inizia con la selezione dei vari materiali: vengono suddivise per polimero in modo da ottenere plastiche omogenee. Una volta divise vengono lavate, macinate e trasformate in scagliette pronte per rinascere a nuova vita. Non sempre è possibile suddividere la plastica secondo i polimeri che la costituiscono in quanto troppo laborioso e costoso, quindi le plastiche di diverso genere vengono miscelate, lavate e triturate per ottenere una “plastica eterogenea” che sarà utilizzata per la produzione di panchine, recinzioni, carrelli della spesa, giocattoli, cartellonistica stradale. Ottimo!!

ALLUMINIO:   l’alluminio viene utilizzato molto per la produzione di imballaggi. E’ leggero, impermeabile, non lascia passare le luce, non altera il gusto del contenuto ed è facilmente riciclabile. Sprecare l’alluminio significa contribuire a estrarre sempre nuova Bauxite (materia prima dell’alluminio) provocando un costante impatto ambientale ed un grande utilizzo di energia (per l’estrazione e per la lavorazione). Quindi dobbiamo cercare di riciclare sempre l’alluminio (lattine e contenitori usa e getta per il forno e la pellicola di alluminio che utilizziamo in casa). Anche in questo caso ci sono le ditte adibite al riciclaggio dell’alluminio ed alla produzione di nuovi prodotti come biciclette, caffettiere, montature di occhiali, monopattini, cerchioni per auto.  Fantastico!!

Anche i barattoli costituiti da altri metalli (ad esempio l’acciaio) sono riciclabili proprio come le lattine (barattoli dei pelati e di tanti alimenti in scatola) da cui si ottengono nuove pentole, vassoi, parti di automobili, ecc.

RIFIUTI ORGANICI: si definiscono anche con la parola “umido” ed hanno la caratteristica di essere biodegradabili. Avanzi di cibo, bucce di frutta e verdura, scarti di cucina, fogliame ed erbacce si possono trasformare in “compost” utile per concimare piante, orti e prati, sopperendo all’utilizzo di concimi e fertilizzanti chimici. Il compostaggio può essere condotto in impianti industriali (impianti di compostaggio) oppure possiamo farlo nel nostro giardino se lo possediamo. In questo caso esistono dei contenitori da compostaggio detti “compostiere” (li troviamo nei negozi per giardinaggio), in cui si possono accumulare i rifiuti mescolandoli ogni tanto in modo che avvenga il processo di degradazione (qualche settimana). A quel punto si può utilizzare per concimare il nostro orto. Il compost è davvero come il concime e quindi puzza un po’!

FARMACI:  non vanno davvero gettati né mescolati tra gli altri rifiuti ma messi negli appositi contenitori di raccolta dislocati presso le farmacie. Vogliamo fare gli splendidi? Separiamo la scatola dei medicinali e gettiamola nella carta, i tubetti nell’alluminio, le medicine scadute nei contenitori appositi.

PILE: i contenitori destinati alla raccolte delle pile si trovano spesso presso le ferramente. Non vanno gettate con gli altri rifiuti in quanto altamente inquinanti a causa del metalli pesanti in esse contenuti.

Vi ho tediato abbastanza? Bene, ma sappiate che tutti insieme possiamo davvero fare la differenza! Che ne dite?

Autore: Paola Messina

Mi chiamo Paola Messina e sono nata nel 1962. Sono sposata ed ho una figlia. La nostra è una famiglia allargata: abbiamo 2 cani e 8 gatti. Ho due lauree brevi : ISEF (Istituto di Educazione Fisica) e Educatore Professionale. Questi titoli mi hanno permesso di lavorare in palestre e piscine pubbliche e private e in Cooperative Sociali con minori a rischio e malati psichiatrici. Dal 2005 sono Cake Designer, gelatiera e pasticcera, ma da settembre 2016 farò il lavoro della mia vita: l'insegnante di Educazione Fisica. Amo gli animali e la natura e sono vegetariana. Da anni sono molto sensibile e attenta alle problematiche che stanno attanagliando la nostra terra e voglio condividere con chi lo vorrà queste tematiche.