Seconda parte di “Le 4 R della gestione dei rifiuti”: RIUSO

La seconda R che vorrei analizzare corrisponde alla parola  RIUSO.  Questa è la parola che preferisco maggiormente perché mi piace affiancarla alla parola CREATIVITA’.  Ma questo fa parte degli argomenti che tratto nelle altre categorie. Qui vorrei concentrarmi sugli altri aspetti del riuso e qui riprendiamo il discorso legato alla raccolta differenziata.

1.)  CARTA : giornali, scatole, scatoloni, contenitori e confezioni per gli alimenti, se debitamente raccolti (nei cassonetti della raccolta carta) e riconsegnati alle cartiere (industria cartaria) verrà pulita e riciclata. Verrà, cioè, frullata, macerata e trasformata in una pasta che a sua volta verrà riconvertita in nuovi fogli di carta riutilizzabili.  Anche la trasformazione di stracci (pratica già piuttosto antica) e il più giovane utilizzo di mais e di alghe, contribuiscono alla riduzione dell’uso degli alberi per una produzione di carta più sostenibile. Il riciclaggio della carta consente notevoli risparmi sui costi di smaltimento e sulle risorse ambientali, soprattutto di alberi e di acqua. Due dati presi da vari siti internet: per produrre una tonnellata di carta dalla cellulosa vergine (degli alberi) occorrono:

  • 15 alberi
  • 440.000 litri di acqua
  • 7.600 kWh di energia elettrica

mentre per produrre una tonnellata di carta riciclata occorrono:

  • nessun albero
  • 1.800 litri di acqua
  • 2.700 kWh di energia elettrica

è un bel risparmio sia per le nostre tasche che per il consumo dell’ambiente! La carta, però, non si può riciclare all’infinito: dopo il quinto riutilizzo la qualità diventa scadente e si deve ricominciare ad utilizzare la cellulosa.

Sempre da dati raccolti da una ricerca che ho fatto su Internet, ho visto che la seconda vita che si dà alla carta ed ai cartoni sta avendo un grande sviluppo: circa il 90% dei cartoni in commercio è prodotto con materiale riciclato! Anche molti giornali, quaderni, agende, scatole di biscotti, scatole di molti alimenti e il 90% delle scatole di scarpe sono prodotti con carta riciclata.  Leggete sulle confezioni e scoprirete quante ditte sono all’avanguardia in questo senso.

2.)  VETRO : se vi è capitato di seguire trasmissioni che parlano dell’arte del vetro soffiato di Murano o della produzione del vetro in genere vi sarete accorti di come esso sia composto da sabbie speciali fuse ad altissime temperature con l’aggiunta di soda e di calcio. Tutte questa materie prime devono essere estratte da cave, ossia da MONTAGNE in cui questi materiali sono presenti, e questo comporta la distruzione delle montagne stesse.  Se il vetro (bottiglie, barattoli, vasetti, ecc) viene correttamente raccolto nei contenitori appositi e trasportato alle vetrerie, esso verrà selezionato, ripulito e sottoposto ad una nuova fusione: viene ridotto nuovamente ad una massa fusa e fluida e rimodellato in nuovi oggetti. Dal punto di vista qualitativo il vetro riciclato è totalmente identico a quello nuovo. Non gettiamo il vetro nel contenitore dell’indifferenziato perché, una volta nel circuito del termovalorizzatore, non lo si può più recuperare. Non brucia e quindi non può essere utilizzato per produrre energia e, in discarica, impiega 4.000 anni a distruggersi!

E’ importante sottolineare, però, che il vetro non è tutto uguale: non si devono gettare nel contenitore del vetro specchi (formati da vetro e argento), vetri di automobili, vasetti di ceramica, neon, lampadine, finestre in quanto non fanno parte del vetro riciclabile. Quest’ultimo è solo bottiglie, vasetti in genere (yogurt, marmellate, sottaceti) e bicchieri.

Sempre in fatto di RIUSO dobbiamo sottolineare l’autentica igienicità del vetro che permette, oltre al riciclo, il suo riutilizzo. Vi sono delle ditte (di vino, acqua e di alcune bibite) che utilizzano ancora il “vuoto a rendere”. Quando ero piccola il “vuoto a rendere” era la normalità per tutti i contenitori di vetro (acqua, latte, vino) ma oggi, come in tutto ciò di cui stiamo parlando, è una sana abitudine che si è persa nel tempo. Per fortuna non si è estinta del tutto: vi sono ancora delle ditte che lo utilizzano, dietro cauzione.  Ricordiamoci, però che tutti i contenitori “a perdere” possono essere riutilizzati per conservare alimenti o altre sostanze (per un fai da te casalingo) e soprattutto possono essere protagonisti di tante bellissime creazioni che danno loro nova vita (vedi categoria riciclo del vetro).

3.)  PLASTICA : il boom della plastica esplode negli anni ’50-’60 con la scoperta della possibilità di estrarre i polimeri (elementi che costituiscono la plastica)  dalla raffinazione del petrolio. La plastica ha invaso il mondo in quanto grande scoperta, di grande utilizzo, comoda, leggera, adattabile a tutti gli usi ( automobili, elettrodomestici, oggettistica varia, contenitori di ogni genere compresi quelli ad uso alimentare, cavi, tubi, giochi, spazzolini, rasoi, accendini, imballaggi, piatti, bicchieri, posate, appendiabiti, e chi più ne ha più ne metta….), riempiendo la nostra vita e le nostre case,  per poi renderci conto di quanto fosse dannosa per l’ambiente in quanto non biodegradabile.  In apparenza le plastiche sembrano tutte uguali, ma in realtà ciascuna ha caratteristiche chimiche che la rendono unica e adatta ad usi specifici. Se facciamo caso ai diversi simboli che riportano i contenitori di plastica, possiamo notare quanti simboli differenti ci siano, a seconda della specifica composizione dei polimeri di cui sono composti.

Ecco le sigle più diffuse:

PE : polietilene.  Si utilizza per i sacchetti della spesa , bottiglie, flaconi, pellicole, giocattoli, tubi. E’ un materiale altamente riciclabile.

PVC: polivinilcloruro.  Si utilizza per porte, finestre, carte di credito, flaconi per detersivi, nastro isolante, ma anche per sacche per drenaggi, cateteri (applicazioni biomediche in genere) e per materiali utilizzati nel campo dell’edilizia (piastrelle, tubi, raccordi, ecc.). Questo è un materiale che, per le sue caratteristiche, è difficilmente riutilizzabile.

PET: polietilentereftalato.  E’ usato per le bottiglie d’acqua, è l’ideale per l’acqua gassata in quanto trattiene molto bene l’anidride carbonica. Viene utilizzato anche per la produzione di fibre per l’abbigliamento, cordami vari, imbottiture, arredamento, fogli per effetti decorativi e per le arti grafiche (ad esempio per gli stencil), lastre radiografiche e fotografiche, nastri audio e video.   Il riciclo di questa plastica è davvero importante: pensate che con 20 bottiglie di acqua in PET si può produrre un maglione in pile!

PS: polistirolo (o polistirene).  Questa è una plastica utilizzata per gli alimenti.

PP: polipropilene.  E’ una delle plastiche più diffuse: si utilizza per le penne biro, contenitori per gli alimenti, siringhe, oggetti vari di arredamento, flaconi per detersivi, moquette e mobili da giardino.

Il riciclo della plastica comincia con la selezione degli oggetti che vengono suddivisi in base ai polimeri che contengono per ottenere le plastiche omogenee. Quindi vengono macinate, lavate e trasformate in scagliette pronte per una nuova rinascita e conservano le stesse caratteristiche di quelle nate dal petrolio.

Le plastiche eterogenee, invece, derivano da una diversa divisione dei polimeri: infatti, quando dividere i polimeri è difficile, impossibile o eccessivamente dispendioso, i rifiuti di plastiche diverse vengono miscelati, lavati e triturati e vengono trasformati in panchine, cartelloni stradali, giochi per bambini, recinzioni, carrelli per la spesa dei supermercati.

Ad oggi si riciclano molti più rifiuti plastici rispetto ad alcuni anni fa e questo grazie alla ricerca che, per fortuna, non si ferma mai.

Vi lascio un link molto interessante in materia di  biodegradabilità delle plastiche.

http://www.sustainableplastics.eu/IT/DOCS/IT_Biorazgradljiva_plastika_in_polimeri_Krzan.pdf

4.) ALLUMINIO:  l’alluminio viene utilizzato da ben 150 anni ed è un metallo molto usato sia per le sue qualità, sia per la sua eccezionale caratteristica di essere altamente riciclabile.  Possiede una serie di caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto  alla produzione di imballaggi ed entra nelle nostre case soprattutto come contenitori di cibo e di bevande: barattoli, lattine, contenitori usa e getta per il forno o per il congelamento dei cibi. Le sue doti sono: leggerezza, impermeabilità, non lascia passare la luce e non altera il gusto del cibo in esso contenuto.

Il grande vantaggio del suo riciclo risiede nel risparmio energetico, infatti, per fare una lattina nuova partendo dall’alluminio riciclato occorre solo il 5% dell’energia che servirebbe se si partisse dalla sua materia prima, la bauxite (estratta da miniere in diverse parti del mondo). Sprecare l’alluminio significa, ovviamente, dover continuamente estrarre la materia prima, pulirla e lavorarla creando un continuo e notevole impatto ambientale ed un notevole utilizzo di energia.

Ecco alcuni dati interessanti:

  • con 800 lattine si può fabbricare un bicicletta
  • con 37 lattine si fabbrica una caffettiera
  • con 130 lattine si costruisce un monopattino
  • con 3 lattine si fa una montatura per occhiali
  • con 640 lattine si costruisce un cerchione per auto

5.) FERRO: affianco alle lattine ed ai barattoli di alluminio vi sono i barattoli e le latte in ferro rivestiti di stagno. Quest’ultimo impedisce la corrosione e l’ossidazione ed ha permesso il suo utilizzo per la diffusione di molti prodotti deperibili ( cibi di ogni genere). Anche questo materiale è riciclabile.

6.) ACCIAIO: altro grande ed eccezionale metallo altamente riciclabile:

  • con 13 barattoli di pelati si fabbrica una pentola nuova
  • con 7 scatolette di tonno si crea un vassoio
  • con 2.600.000 da 50 g. di acciaio si costruisce addirittura un chilometro di binario ferroviario!

Queste sono soltanto alcune belle notizie riguardanti il riciclo e il riuso di materiali che sono potenzialmente dannosissimi all’ambiente: dannoso è il loro abbandono dopo l’uso e dannosa è la distruzione della natura per estrarre le materie prime da cui vengono prodotte.  Che ne dite?

Autore: Paola Messina

Mi chiamo Paola Messina e sono nata nel 1962. Sono sposata ed ho una figlia. La nostra è una famiglia allargata: abbiamo 2 cani e 8 gatti. Ho due lauree brevi : ISEF (Istituto di Educazione Fisica) e Educatore Professionale. Questi titoli mi hanno permesso di lavorare in palestre e piscine pubbliche e private e in Cooperative Sociali con minori a rischio e malati psichiatrici. Dal 2005 sono Cake Designer, gelatiera e pasticcera, ma da settembre 2016 farò il lavoro della mia vita: l'insegnante di Educazione Fisica. Amo gli animali e la natura e sono vegetariana. Da anni sono molto sensibile e attenta alle problematiche che stanno attanagliando la nostra terra e voglio condividere con chi lo vorrà queste tematiche.