Quarta parte di “Le 4 R della gestione dei rifiuti”: RECUPERO ENERGETICO

Si parla molto di tutto ciò che può essere riciclato ma si parla poco dei rifiuti non riciclabili che finiscono nel settore dell’indifferenziato. Cosa succede a questi rifiuti? Possono essere “Termovalorizzati”, cioè utilizzati per produrre energia (elettrica e/o calore). Tempo fa gli impianti adibiti allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati erano gli “inceneritori” che si limitavano ad incenerirli. Oggi questi impianti sono diventati dei veri e propri trasformatori di energia. Certo non tutti i rifiuti possono essere trasformati in energia e questi ultimi vengono depositati nelle discariche. Ma come funziona un impianto di “Termovalorizzazione”? Funziona per fasi:

  1. Arrivo dei rifiuti: i rifiuti vengono stoccati in una fossa di accumulo da cui vengono poi trasferiti alla sezione di combustione.
  2. Combustione: avviene ad una temperatura superiore ai 850°C e consta di una prima fase di essiccamento del rifiuto (pre-combustione), una seconda fase di combustione delle sostanze volatili ed una terza fase di combustione dei residui solidi e conseguente trasformazione in scorie.
  3. Recupero energetico: consiste nel recupero del calore contenuto nei fumi che il processo di combustione provoca. La forte emissione di calore prodotta dalla combustione va a vaporizzare l’acqua, che circola in una caldaia, per formare del vapore. Il vapore generato mette in movimento una turbina che, accoppiata ad un motoriduttore e ad un alternatore, trasforma l’energia termica in energia elettrica.

Non tutti i rifiuti che sono sottoposti a questo processo riescono a bruciare, i componenti che resistono alla combustione vengono raffreddati, smistai e inviati o nelle discariche o presso impianti di riciclo o presso cementifici dove vengono riciclati per la produzione di cemento. Altro discorso è, invece, per le ceneri che dovranno essere rese inerti ed inviate in discariche per rifiuti pericolosi. Anche i fumi emessi durante la combustione hanno bisogno di un trattamento anti inquinante: prima di essere emessi nella nostra atmosfera passano per un sistema di abbattimento degli agenti inquinanti sia chimici che solidi.

E il calore? In molte città d’Italia esiste una rete di Teleriscaldamento che è una forma di riscaldamento che consiste in una rete di distribuzione (formata da tubazioni interrate) di acqua surriscaldata ad una temperatura da 90° a 129° e a circa 12 atm, da una o più centrali di produzione alle abitazioni con ritorno alla centrale stessa. Quando l’acqua surriscaldata arriva a destinazione, riscalda, attraverso uno scambiatore di calore (che sostituisce la caldaia), l’acqua dell’impianto di riscaldamento (e di acqua calda) dell’abitazione. Nel sito di http://irenenergia.it troverete molte informazioni circa questo sistema che garantisce calore senza inquinare.

Autore: Paola Messina

Mi chiamo Paola Messina e sono nata nel 1962. Sono sposata ed ho una figlia. La nostra è una famiglia allargata: abbiamo 2 cani e 8 gatti. Ho due lauree brevi : ISEF (Istituto di Educazione Fisica) e Educatore Professionale. Questi titoli mi hanno permesso di lavorare in palestre e piscine pubbliche e private e in Cooperative Sociali con minori a rischio e malati psichiatrici. Dal 2005 sono Cake Designer, gelatiera e pasticcera, ma da settembre 2016 farò il lavoro della mia vita: l'insegnante di Educazione Fisica. Amo gli animali e la natura e sono vegetariana. Da anni sono molto sensibile e attenta alle problematiche che stanno attanagliando la nostra terra e voglio condividere con chi lo vorrà queste tematiche.