Prima parte di “Le 4 R della gestione dei rifiuti”: RIDUZIONE

Con la regola delle  “4 R” della gestione dei rifiuti approfondiamo ciò che i tecnici intendono per “gestione integrata dei rifiuti“.   Le 4 R in questione sono:

  1. RIDUZIONE
  2. RIUSO  
  3. RICICLAGGIO (o recupero di materie)
  4. RECUPERO ENERGETICO

RIDUZIONE : I sistemi più efficaci per la gestione dei rifiuti sono basati proprio sulla RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE degli stessi. Molta parte deve essere fatta dalle aziende produttrici di ogni tipo di prodotto e/o servizio, le quali devono lavorare in modo da ridurre al massimo le emissioni di gas, la produzione di sostanze tossiche, la produzione di scarti non smaltibili, e molte lo stanno già facendo. Molte aziende produttrici si sono anche già impegnate, e altre stanno cominciando a farlo, nella riduzione del peso, del volume e della quantità delle confezioni: ad esempio lattine e bottiglie di plastica sono molto più sottili di qualche anno fa e molta carta utilizzata per le confezioni è in carta riciclata.  Molte altre aziende sono decisamente all’avanguardia nell’utilizzo di materiale di riciclo per la produzione dei loro prodotti e questo è destinato ad essere un impegno che molti continueranno o cominceranno a prendere.

Anche il nostro contributo, rispetto al tale RIDUZIONE, può essere altrettanto valido ed importante, infatti possiamo fare molto da quando compriamo qualcosa a quando ce ne disfiamo perché non ci serve più.  In primo luogo possiamo scegliere prodotti riutilizzabili: a tal proposito potremmo eliminare tutti i prodotti “usa e getta” per sostituirli con prodotti lavabili e riutilizzabili. In secondo luogo dobbiamo porre molta attenzione a mettere, ciò che vogliamo buttare, nel giusto contenitore della raccolta differenziata.   In terzo luogo, ma non per questo meno importante, dovremmo cominciare seriamente a combattere il CONSUMISMO: è davvero un compito arduo e difficile in quanto è ormai radicato in noi da tanti anni, ma è anche una delle maggiori cause che ci ha portati all’era del “dove mettiamo i rifiuti?”.  Personalmente mi ha sempre infastidito sentirmi dire che, invece di riparare un oggetto rotto, avrei dovuto comperarne uno nuovo nonostante ci fosse la reale possibilità di riparazione…e quanto costano le riparazioni o la semplice sostituzione di un pezzo utile al funzionamento dell’oggetto (piccoli elettrodomestici, cellulari, ecc.)?!?!   Questo è un sistema che ha il solo scopo di costringere il consumatore all’acquisto del nuovo a discapito del vecchio e, quindi, di alimentare il consumismo.  Altro serio problema è la inesauribile necessità di discariche: mi piange il cuore quando vedo le città, soprattutto nel nostro splendido meridione, devastate dai rifiuti e dal problema di come e dove smaltirli. Certo i comuni si devono attrezzare e devono provvedere allo smaltimento con onestà e trasparenza: molti già lo fanno da tanti anni e anche molto bene, quindi è possibile che tutti si adeguino.  Tornando a ciò che possiamo fare noi consumatori, mi viene in mente quando si dice che il mare è fatto di tante gocce: pensate se tutti noi, piccole gocce, agissimo da oggi in poi in senso opposto a come abbiamo fatto dall’inizio dell’era del consumismo: non faremmo il “mare del ecologia”? Ecco alcuni esempi di come noi, nelle nostre case e nel nostro piccolo possiamo agire per contribuire alla prima R:  RIDUZIONE

RASOI: purtroppo da molti anni i rasoi lavabili e riutilizzabili di ogni genere e tipo, elettrici e non, sono stati messi da parte in favore degli “usa e getta”. L’usa e getta è deleterio per l’ambiente, quindi perché non riprendere il sano uso dei rasoi riutilizzabili?

STRACCI per la polvere e per i pavimenti: la pubblicità ci incita a comprare quelli “usa e getta”, ma ci sono efficacissimi stracci in tessuto vario, oggi sembra ottima la micro fibra, che puliscono benissimo, che sono lavabili e quindi riutilizzabili. I tessuti usa e getta che vengono così fortemente pubblicizzati sono senza dubbio comodi ma, una volta eliminati dalle nostre case, contribuiscono all’accumulo dei rifiuti non riciclabili. La vita che conduciamo oggi non ci dà molto tempo per fare ciò che si faceva una volta in casa ma, per il bene del nostro pianeta, vale sicuramente la pena fare un lavaggio in più piuttosto che aumentare il livello dei rifiuti. Anche l’uso della “carta casa” è considerevolmente aumentato, ma se utilizziamo stracci di stoffa e spugne al posto della carta, puliamo ed asciughiamo benissimo allo stesso modo, se non meglio, senza sprechi.

SACCHETTI si ogni genere: sono tornati i sacchetti per la spesa in tessuto o in plastica spessa lavabile e riutilizzabile.  Sono un ricordo di quando ero piccola, tutto veniva messo nei sacchetti di stoffa, ricordo in modo particolare il “sacchetto per il pane”.  Per fortuna, a proposito di plastica, per i supermercati e per tutti gli esercizi che vendono alimenti è obbligatorio l’utilizzo di sacchetti compostabili. Certo non sono il massimo per il trasporto della spesa ….. quante volte si rompono facendoci cadere il loro contenuto a terra!!! ….. ma se ci organizziamo bene quando andiamo a fare spese portandoci noi i sacchetti da casa solidi e robusti, risolviamo il problema. Ricordiamoci, comunque, che i sacchetti compostabili ci sono utili per la raccolta dell’organico. A proposito dei sacchetti di plastica e del divieto della loro produzione, si sono susseguite varie leggi e regolamenti in modo un po’ caotico e pasticciato e, per non tediarvi con queste cose, vi invito a  andare a leggere su internet le varie vicende, se vi interessano.

CARTA: potremmo evitare di utilizzare fazzoletti, tovaglioli e tovaglie di carta riprendendo l’uso di tutto ciò che è di stoffa e quindi lavabile e riutilizzabile. Possiamo anche evitare l’uso di piatti, posate e bicchieri di carta o di plastica in quanto non sono riciclabili e pertanto contribuiscono all’accumulo di rifiuti. Quando facciamo acquisti leggiamo sempre le etichette e scegliamo i prodotti le cui confezioni sono ridotte al minimo, oppure scegliamo i prodotti che utilizzano confezioni con carte riciclate. Ci sono anche fazzoletti e carta igienica prodotti con carta riciclata!   Abbiamo mai fatto caso a quanta carta utilizziamo per la scuola dei nostri figli, per i nostri appunti, per fotocopie, per stampanti, per incartare regali o per qualunque altro uso? E sappiamo quanta preziosa materia prima, gli ALBERI (piante conifere, latifogli e resti di piante annuali, in particolare le graminacee), viene utilizzata per produrla? Invece di buttare tutto una volta che il loro utilizzo si è concluso o che non ha più spazi su cui scrivere o che l’avete riutilizzata più volte, potete lavorarla per per creare oggetti divertenti e utili allo stesso tempo.  Nella categoria “Riciclo carta” vi darò molte idee a riguardo.

Queste sono solo alcune idee per la riduzione dei rifiuti e sono convinta che più ci abituiamo al pensiero della riduzione dei consumi e degli sprechi, più saremo in grado di cambiare a fondo la nostra mentalità, consentendoci di essere davvero parte attiva nel salvataggio del nostro pianeta.

Autore: Paola Messina

Mi chiamo Paola Messina e sono nata nel 1962. Sono sposata ed ho una figlia. La nostra è una famiglia allargata: abbiamo 2 cani e 8 gatti. Ho due lauree brevi : ISEF (Istituto di Educazione Fisica) e Educatore Professionale. Questi titoli mi hanno permesso di lavorare in palestre e piscine pubbliche e private e in Cooperative Sociali con minori a rischio e malati psichiatrici. Dal 2005 sono Cake Designer, gelatiera e pasticcera, ma da settembre 2016 farò il lavoro della mia vita: l'insegnante di Educazione Fisica. Amo gli animali e la natura e sono vegetariana. Da anni sono molto sensibile e attenta alle problematiche che stanno attanagliando la nostra terra e voglio condividere con chi lo vorrà queste tematiche.