La gestione dei rifiuti

Ecco il mio primo articolo sulla gestione dei rifiuti. Il problema della gestione di rifiuti sta diventando una questione sempre più importante e rilevante: la crescita dei consumi, lo sviluppo economico e l’urbanizzazione degli ultimi decenni hanno determinato, da un lato, un diffuso incremento della produzione dei rifiuti, e dall’altro hanno portato alla riduzione delle zone disabitate in cui depositare e/o trattare i rifiuti stessi.
Dalle mie ricerche su internet e riviste specializzate, ho visto che solo 50 anni fa la produzione di rifiuti era di 200 g. pro capite, mentre ad oggi si stima un aumento di tale produzione fino a circa kg.1.5 al giorno a testa!
Sono valori impressionanti, perché, ad oggi, ognuno di noi produce oltre mezza tonnellata di rifiuti all’anno e questi valori sono destinati ad una continua crescita.
D’altra parte lo vediamo spesso nei telegiornali come il problema attanaglia le nostre città, qualcuna di più, qualcuna di meno.
E la raccolta differenziata? OTTIMO!!!…. se la facessimo tutti! Sempre dalle mie ricerche ho rilevato la vera importanza della raccolta differenziata e, se ne ero già convinta prima, ora ne sono una ferma paladina: non è possibile, infatti, risolvere il problema senza il contributo di tutti e senza modificare radicalmente le nostre abitudini. Le normative europee, nazionali, regionali e gli atti delle Amministrazioni Locali indicano tutte la necessità di un approccio integrato al riciclo dei rifiuti. E’ assolutamente importante, infatti, che ognuno di noi faccia qualcosa con impegno e spirito di collaborazione: dalle Grandi Aziende, alle Istituzioni, ai Comuni, ai singoli cittadini.
Cosa si dovrebbe fare tutti insieme? Produrre materiali sempre meno di scarto e più riciclabili, ridurre gli scarti, incrementare il riciclo di ogni genere, incentivare la raccolta differenziata finalizzata al riutilizzo del materiale recuperato e trattamento della parte non riutilizzabile destinandolo alla “termovalorizzazione” (ossia all’incenerimento con il recupero di energia elettrica e/o calore) o, per i materiali assolutamente non riciclabili, in discarica.
Se ognuno di noi, nel suo campo e nel suo piccolo (grandi e piccole aziende, imprenditori, negozianti e nelle nostre case) facesse bene e con coscienza tutto questo le discariche sarebbero decisamente di meno e soprattutto meno piene.
Conosco molte persone che non credono nella raccolta differenziata e che sostengono che “tanto poi i rifiuti li buttano tutti insieme nelle discariche” oppure “è solo un modo per prenderci più soldi”, ma questo non è vero: sono tanti, infatti, gli esempi sia di materiali riciclati che di produzione di oggetti che sono di utilizzo comune, derivanti da materiale di scarto, come ad esempio biciclette da lattine di bibite, maglie in pile da bottiglie di plastica, carrelli della spesa di alcuni supermercati fabbricati con plastica di ricilo (prodotti e oggetti di cui vi parlerò in un prossimo articolo).
E’pur vero che la malavita è riuscita ad inserirsi anche in queste questioni per crearne un business a suo favore, ma è anche vero che ci sono molti più esempi di chi, come ditte, imprenditori, artisti e persone comuni, vivono il rifiuto, il riciclo e la salvaguardia dell’ambiente come una vera e propria attività da portare avanti con onestà e con coscienza. E quindi perché non parteciparvi tutti?
Prendiamo esempio dalla NATURA….che perfezione!! Negli ecosistemi si possono individuare TRE GRANDI CATEGORIE DI ORGANISMI VIVENTI:
1) i produttori di sostanza organica: principalmente le piante
2) i consumatori di sostanza organica: gli animali
3) i decompositori di sostanza organica: i microbi. Essi si nutrono di organismi morti o di loro parti (i loro rifiuti) e li mineralizzano, trasformandoli in materie prime (humus) utili per la costruzione di nuova materia vivente.
Da qui emerge che IN NATURA NON ESISTONO RIFIUTI, che tutto è utile alla vita: ogni essere vivente produce materiale per lui di scarto, ma utile, fondamentale e prezioso per altri esseri viventi.
Solo l’uomo genera rifiuti. Nei nostri sistemi non ci sono accoppiamenti tra “produttori” e “distruttori dei rifiuti” come avviene in natura e questo determina un forte squilibrio e quindi un enorme eccesso di rifiuti non riutilizzati.
Ma come nascono i rifiuti? La produzione di rifiuti comincia proprio dalla lavorazione delle materie prime per la produzione dei beni di consumo, per terminare con gli scarti dei consumatori finali. Le materie prime, infatti, subiscono numerose lavorazioni ciascuna delle quali produce prodotti di scarto. Gli scarti di queste lavorazioni costituiscono i “rifiuti industriali”. Quindi i prodotti che escono dalle ditte, devono essere imballati per il trasporto e la vendita, ossia “confezionati”. Tutti i prodotti che costituiscono la confezione, una volta terminata la loro funzione, si trasformano in rifiuti. Altri tipi di rifiuti sono gli avanzi della preparazione dei cibi di cui ci nutriamo; altri ancora derivano dall’eliminazione da parte nostra di tutti quei materiali che abbiamo usato (oggetti di vario genere quali abbigliamento, tessuti, mobili e materiali di arredo, giocattoli, pile, elettrodomestici, automobili e chi più ne ha più ne metta) o indossato e che per qualche ragione non possono più essere utilizzati. E non vogliamo palare dei rifiuti tossici, sostanze estremamente pericolose e devastanti per la salute della natura e dell’uomo? E poi ancora i rifiuti derivanti dagli ospedali, le medicine scadute, gli oli esausti….ECCO I NOSTRI RIFIUTI. Sono sempre di più ed è sempre più complesso conviverci, sia in termini di sistemi di raccolta, sia per gli impianti di smaltimento che in termini economici (i rifiuti devono essere allontanati dai centri abitati e il loro smaltimento ha un costo non indifferente, a cui partecipa copiosamente ogni cittadino).
Credo sia giunto davvero il momento in cui ognuno di noi debba, con grande e consapevolezza, riflettere seriamente circa questo enorme problema al fine di scegliere da che parte stare, ossia essere parte del problema o diventare parte della soluzione. Quando si dice che “le gocce fanno il mare” non si sbaglia, non dobbiamo farci fregare dal pensiero che “tanto io non posso farci nulla perché è un problema più grosso di me”, non è vero: se tutti facessimo realmente la nostra parte tutto migliorerebbe sensibilmente. E quindi? Che ne dite? Cominciamo?
Nei prossimi articoli vi darò molte informazioni su come gestire in modo utile e produttivo i nostri rifiuti e nelle altre “categorie” del mio blog lavorerò per fornirvi idee e spunti, tutti da copiare, per contribuire al riciclo di tutto ciò che ci è possibile.

Autore: Paola Messina

Mi chiamo Paola Messina e sono nata nel 1962. Sono sposata ed ho una figlia. La nostra è una famiglia allargata: abbiamo 2 cani e 8 gatti. Ho due lauree brevi : ISEF (Istituto di Educazione Fisica) e Educatore Professionale. Questi titoli mi hanno permesso di lavorare in palestre e piscine pubbliche e private e in Cooperative Sociali con minori a rischio e malati psichiatrici. Dal 2005 sono Cake Designer, gelatiera e pasticcera, ma da settembre 2016 farò il lavoro della mia vita: l'insegnante di Educazione Fisica. Amo gli animali e la natura e sono vegetariana. Da anni sono molto sensibile e attenta alle problematiche che stanno attanagliando la nostra terra e voglio condividere con chi lo vorrà queste tematiche.